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Sentirsi a casa

sentirsi-a-casaCarissimi,
il quarto incontro di quest’anno per le coppie avrà luogo a Monterusciello Pozzuoli presso la Parrocchia di Sant’ Artema Martire, Via Modigliani, 2

Domenica 16 Settembre alle ore 10,00

sul tema:

«Sentirsi a casa»

La Parola di Dio, con il suo linguaggio familiare, ci introdurrà alla tematica, invitandoci a valutare la vita in famiglia come fondamento essenziale per lasciare crescere in sapienza e grazia genitori e figli.
Rifletteremo sul nostro personale modo di vivere la casa, per cogliere quanto sia facile cadere nell’inganno di utilizzarla come discarica delle insoddisfazioni e delle tensioni cumulate nella quotidianità, piuttosto che come luogo per rielaborarle, imparare a contenerle e scoprire quali risorse attuare per affrontarle.
Il pranzo, come agape fraterna, sarà un momento di condivisa partecipazione con quanto ognuno avrà provveduto a portare per sé e per gli altri.
Nel pomeriggio, mediante dinamiche personali, di coppia e in gruppo, ognuno sarà sollecitato a valorizzare il tempo speso a casa per imparare ad avere cura delle relazioni in famiglia, essenziali per un sano ed equilibrato sviluppo personale, familiare e sociale.
L’Eucaristia, infine, sarà sostegno per ognuno dei partecipanti per attuare nella propria casa quei correttivi per migliorarne la qualità di vita.
Il termine è previsto alle 17,30.

Pozzuoli, 31/08/2018 L’equipe del consultorio

Sentirsi a casa.
Essere a casa.
Espressioni comuni per indicare quel contatto con cose, ambienti che hanno un colore, un sapore, un profumo del tutto particolare, in quanto richiamano mondi, spazi, esperienze di varia intensità emotiva.
Espressioni comuni che evocano non solo un luogo, ma una condizione di benessere, uno stile di vita rilassante vissuto “in pantofole”.
Essere in contatto con se stessi. Questo vuol dire casa.
Non basta avere quattro mura, un tetto sulla testa, sotto il quale ripararsi.
Casa vuol dire potere entrare in se stessi, nel proprio mondo interiore, offrire a se stessi l’opportunità di risvegliarsi dai torpori e le pigrizie dell’anima e della mente, di prendere contatto con le proprie insoddisfazioni sedimentate nel profondo, che spingono ad essere arrabbiati con se stessi, con gli altri, ad avercela con il mondo intero ed anche con Dio.
Tutta questa insoddisfazione si traduce nell’intrattenere, proprio con quelli di casa, relazioni scontrose, conflittuali improntate alla rabbia, più che alla distensione e alla comprensione.
Ci manca sempre qualcosa. E questo qualcosa lo esigiamo da quelli di casa, che ci appaiono inadeguati, incapaci di accoglierci, di capirci.
La casa, così, dietro questa spinta emotiva, assume un aspetto duplice: da un lato è ricercata come rifugio, riparo, e dall’altro diventa luogo dove si sperimenta la separazione dagli altri e una condizione di isolamento, luogo dove tutto infastidisce.
L’era digitale con le sue dipendenze da internet, dai social rinforza terribilmente un tale isolamento, contribuendo alla perdita di quella dimensione sottolineata dalle espressioni “sentirsi a casa, essere a casa”.
Siamo a disagio, perché non riusciamo ad armonizzare, ad integrare il nostro modo di sentire con il contesto di casa, con gli oggetti e i volti, percependoci come estranei; molto spesso, non riusciamo a collocarci dentro di esso.
Dove andare per ritrovarsi?
Cosa fare per recuperare quel senso di ricarica, di risorsa, di benessere, di piacevolezza, che molte volte non riusciamo a vivere nelle nostre case?
Cosa fare per dare un sapore caldo, tenero, ristoratore, rigenerante alla comunicazione di coppia, a quella tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle?
La casa dunque non può essere già tutta pronta e confezionata; deve essere resa ‘addomesticata’. Allora sentirsi a casa è questo costruire adattamenti, aggiustamenti, sistemazioni continue, affinità, conoscenza reciproca.
Parliamone insieme Domenica 16 Settembre.
Vi aspettiamo.

Sintesi della giornata del 16 settembre

Preghiera, riflessione, musica, poesia hanno fatto da introduzione al tema “sentirsi a casa” nell’incontro per le coppie.
Esperienze, poi, sollecitate da un ppt sul desiderio (clicca qui per vederlo), dalla condivisione in plenaria delle emozioni suscitate da un questionario introspettivo hanno favorito l’approccio al vissuto personale. Occasione, per un’ulteriore introiezione, il confronto con la parola di Dio dell’Eucarestia, prima del pranzo condiviso.
Un lavoro di genere in gruppo e poi in plenaria, nel pomeriggio, ha portato l’assemblea a tracciare un profilo personale delle difficoltà a vivere la casa come il luogo dell’incontro costruttivo per la coppia e la famiglia.
A conclusione, i partecipanti hanno espresso, simbolicamente, con il disegnare una casa, quei valori propri di ciascuno da impiegare come materiale da costruzione per sentirsi a casa.

Pubblicato in Incontri già svolti

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