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L’amore come stile di vita

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Carissimi,
il prossimo incontro per le coppie avrà luogo a Monterusciello, Pozzuoli, presso la Parrocchia di Sant’ Artema Martire, via Modigliani, 2

Domenica 10 Giugno alle ore 10,00

sul tema:

«L’amore come stile di vita»

La Parola di Dio ci introdurrà alla tematica, chiamandoci alla vita, donandoci quell’amore che nutre, soddisfa, colma la nostra fame di felicità e ci incoraggia ad assumerlo a stile di vita.
Chi ama si rifiuta di possedere e di catturare oppure di vivere in solitudine la sua gioia: desidera condividere, donare e donarsi.
Rifletteremo al nostro personale stile di vita per cogliere quanto sia facile nel trantran quotidiano perdere di vista l’essenziale e lasciarsi travolgere dalle ansie e dalle preoccupazioni. Il logorio della vita rischia di logorare anche il nostro legame di coppia, trascurando di coltivarlo giorno dopo giorno.
Il pranzo, come agape fraterna, sarà un momento per condividere quanto ognuno avrà provveduto a portare con sé.
Nel pomeriggio, mediante dinamiche personali, di coppia e in gruppo, ognuno sarà sollecitato ad impegnarsi per avere cura della propria relazione, senza dare nulla per scontato e senza lasciare inespresso il proprio mondo emozionale.
L’Eucaristia, infine, coronerà l’impegno di ciascuno per dare una concreta e fruttuosa svolta alla propria relazione di coppia.
Il termine è previsto alle 17,30.

Pozzuoli, 24/05/2018 L’equipe del consultorio

Il pensiero che orienta, in genere, la coppia, nella propria casa, nella quotidianità, è quello di condurre una vita a due nell’efficienza.
La casa, la famiglia, lo stesso rapporto di coppia vengono gestiti con una modalità da dirigenti di azienda. La logica aziendale, fatta di suddivisioni, ruoli, compiti, competenze, prende il sopravvento su altre modalità di attivazione; il fare, l’agire tende ad avere la meglio sul benessere della coppia, per cui l’organizzazione familiare risulta calamitare la massima attenzione, dando l’illusione che sia sufficiente a creare un soddisfacente rapporto.
La coppia, secondo questa angolazione, sperimenta tensione, ansia, affanno, stress ed altro ancora, come irritabilità, rabbia, nervosismo, frizione, litigiosità, indisponibilità; l’uomo e la donna si lanciano, inconsapevolmente, in una sorta di insana competizione per dimostrare, prima, a se stessi e, poi, all’altro di essere all’altezza dei compiti da svolgere.
Ciascuno dei due si muove secondo un proprio schema mentale, mettendo a tacere i sentimenti, le emozioni, che restano celati nel profondo di ognuno. Si realizza soltanto un confronto, scontro di idee, non un incontro di cuori.
Tra un uomo e una donna ci sarebbe bisogno di molto di più di una funzionale convivenza per costruire un’armoniosa vita di coppia.
Non sono rare espressioni pronunciabili da entrambi come:
“Mi sento di vivere in un frullatore”;
“Non ho tempo di fermarmi un attimo!”;
“Penso solo a tutto quello che devo fare, che devo finire, iniziare!”.
“Questo è il matrimonio? Nemmeno a immaginarselo! Se l’avessi saputo!”
Il rischio grande consiste nel perdere di vista l’essenziale, la motivazione che ha spinto due esseri umani a volere vivere insieme.
Cosa hanno progettato? Cosa hanno desiderato condividere?
Le risposte a questi interrogativi sono alla base della scelta operata: di voler vivere una vita in due improntata sull’amore dove lo stile della coppia è camminare tenendosi per mano, guardandosi negli occhi, utilizzando il linguaggio della tenerezza. E, poi, tutto questo è sfumato come un sogno.
L’amore non è un accessorio, un fuori programma.
E’ il sale della vita, necessario per dare sapore alla realtà della coppia e della famiglia, necessario per dare un senso al loro stare insieme, necessario per far sì che la relazione possa progredire, evolversi, maturare in forza della reciproca volontà espressa da entrambi i partner.
L’amore va coltivato, custodito, curato, nutrito.
Come si fa?
Parliamone insieme Domenica 10 Giugno.
Vi aspettiamo.

Sintesi della giornata del 10 giugno 2018

La preghiera ha incoraggiato i presenti a cogliere come la quotidianità ci fa perdere di vista la tenerezza come una modalità possibile da praticare, nelle nostre case, esprimendola con un abbraccio, un bacio, una carezza. Un questionario ha favorito una revisione personale, e, subito dopo, mediante la condivisione delle risposte, in coppia e in plenaria, un partecipato confronto di esperienze; una ulteriore riflessione su aspetti da coltivare per una relazione calda ed empatica ha concluso la mattinata. L’attiva collaborazione di tutti, in un simpatico clima familiare, ha caratterizzato il pranzo. Nel pomeriggio, si è evidenziata l’importanza, sia per la coppia che nel rapporto genitori figli, di regalarsi tempo e spazio per realizzare relazioni fruttuose e soddisfacenti dove emozioni e sentimenti ne caratterizzano l’autenticità. Infine, la parola di Dio, nella celebrazione della Messa, ha confermato quanto male possiamo produrre all’interno della coppia e della famiglia affidandoci ad uno spirito di divisione, piuttosto che ad uno spirito di pacata ricomposizione.

Pubblicato in Incontri già svolti

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