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Genitori si diventa

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Carissimi, gli incontri per le Famiglie si stanno svolgendo a Monterusciello Pozzuoli presso la Parrocchia di Sant’Artema Martire in Via Modigliani, 2. Il prossimo appuntamento sarà

Domenica 17 Settembre alle ore 10,00

e avrà per tema:

«Genitori si diventa»

La Parola di Dio ci farà cogliere quanta tenerezza Dio, in qualità di Padre, mostra nei confronti dell’umanità intera. Egli non indirizza la sua premurosa e paterna attenzione soltanto verso i suoi figli, ma ha a cuore la felicità di ogni essere umano.
Dinamiche individuali e di gruppo, assieme al contributo delle scienze umane e all’esperienza dei partecipanti, ci aiuteranno a riflettere come proprio su questo modello educativo di ampio respiro i genitori hanno bisogno di imparare a costruire in famiglia relazioni soddisfacenti con i propri figli.
Il pranzo, come agape fraterna, sarà un momento da condividere insieme con quanto ognuno avrà provveduto a portare con sé.
Nel pomeriggio, verranno evidenziate le risorse su cui far leva quando le difficoltà prendono il sopravvento sulle iniziative che in qualità di educatori cerchiamo di attuare nelle nostre case per una sana risoluzione delle criticità.
In chiusura, la celebrazione eucaristica completerà la revisione personale ed incoraggerà quegli aspetti di intesa fruttuosa per una condivisa responsabilità educativa all’interno della coppia genitoriale padre-madre.
Il termine è previsto alle 17,30.

Pozzuoli, 2/09/2017 L’equipe del consultorio

Cosa vogliamo per i nostri figli? Cosa vogliamo trasmettere? Cosa possiamo fare affinché la loro vita sia orientata verso ciò che crediamo più appropriato al conseguimento della loro felicità?
Non c’è nessun genitore che lavora per danneggiare intenzionalmente la vita di un figlio.
Tutti vogliamo il bene e la felicità ma non sempre abbiamo un chiaro progetto per raggiungerla ed aiutare altri, come i nostri figli, a saperla cogliere.
I figli ci portano dove vogliono loro se non sappiamo dove e come accompagnarli, e se, nelle nostre incoerenze di coppia, non riusciamo ad orientarli nella vita.
Padri e madri necessitano di un congruo e adeguato affiatamento alla ricerca di una linea univoca nell’educazione dei propri figli.
Questo s’impara sul campo lì dove c’è capacità di ascolto, revisione, confronto, dialogo costruttivo, perdono reciproco, pazienza, voglia di crescere insieme prendendo spunto dagli eventi che la stessa vita ci offre, accogliendoli come occasioni e non come inconvenienti destabilizzanti.
Allora genitori si diventa accompagnando i figli, non esercitando un ruolo freddo, istituzionale, ingessato in comportamenti stereotipati offerti, attraverso regole e norme rigide urlate in maniera, direi, poco umana, non adeguata, cioè, alla statura morale di chi ci sta difronte.
Se accanto a queste difficoltà del nostro mondo di genitori adulti aggiungiamo anche quelle sociali, vissute dalle agenzie educative come scuola, parrocchia, gruppi sportivi o artistici, allora il vuoto educazionale si accresce enormemente. Il mondo giovanile cade, così, nell’ingannevole rete del “si salvi chi può” per cercare di sopravvivere in questo mare magnum di confusione.
I tentativi di sopravvivenza vengono indirizzati o verso il gruppo dei pari preso a riferimento educazionale con tutti i limiti che tale ripiego comporta oppure verso un individualismo sfrenato dove anche l’affettività e la sessualità sono utilizzate secondo una mentalità consumistica con l’unica norma: darsi piacere.
Tale immaturità, giustificata nei nostri figli per la loro giovane età, non trovando nel mondo degli adulti un accompagnamento di riflessione, un affiancamento amorevole in dialogo costruttivo, una relazione tenera e rispettosa, diventa facile preda della rete digitale attiva al solo scopo di lucro e non certo a fini educativi.
Pertanto, specie lì dove i genitori hanno rinunciato al loro ruolo di educatori limitandosi a fare i baby sitters dei loro figli, la pornografia digitale è il nuovo vettore normativo nel campo della vita sessuale per le giovani generazioni, come confessa a “Le Figaro” la sessuologa belga Therese Hargot.
Parliamone insieme Domenica 17 Settembre.
Vi aspettiamo.

Sintesi della giornata del 17 Settembre 2017

La preghiera tratta dal libro sapienziale del Siracide, il canto e la poesia come esperienza umana dinanzi alle burrasche della vita, per entrare nel tema della giornata. Dopo un brain storming sulla parola “figlio” mediante brevi filmati di storie vere è stato evidenziato come educare sia un’arte che s’impara in corso d’opera, dove vincente risulta l’intesa nella coppia padre e madre, che mediante attenzione, sensibilità, creatività, affina la capacità di ascolto, di attenzione, di partecipazione attiva e condivisione nella propria casa [clicca qui per il download]. Nei gruppi la riflessione su diverse modalità di confronto tra genitori e figli ha costituito la dinamica per mettere a fuoco aspetti della vita personale di genere, da condividere, poi, in plenaria, prima del pranzo. Nel pomeriggio si è costruito prima l’identikit del genitore rigido, incapace di contenere le emozioni dei figli, e, poi, quello di un genitore empatico capace, invece, di orientare i figli verso la “nascita” psicologica alla dimensione adulta incoraggiandoli a creare un proprio modello di vita. Infine, la celebrazione eucaristica ha sigillato mediante le letture della liturgia il tema proposto, invitando al perdono e alla riconciliazione nelle nostre relazioni familiari.

Pubblicato in Incontri già svolti

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